Consigli istruzioni informazioni per chi inizia a navigare in barca a vela

l' A B C della vacanza a vela

A come alimentazione

Soffrire il mal di mare è la prima preoccupazione di chi si accinge a trascorrere una vacanza in barca. L'esperienza insegna però che una corretta alimentazione può sicuramente aiutare a non sentirsi male. Il consiglio per cominciare è: abolire il caffe' latte del mattino e i biscotti a base di uovo. Basta qualche biscotto secco ed un bicchiere di te'. A pranzo abbiamo ottenuto buoni risultati con la pizza farcita con la mortadella, oppure con il prosciutto crudo. Vero il detto che bisogna bere, ma sempre aggiungendo ad un bicchiere d'acqua qualche cracker. Mangiate poco e spesso. La frutta? Non esagerate se siete alle prime esperienze, quando arriverete in porto, magicamente, ogni dondolio sembrerà cessare e dunque potrete permettervi una bella macedonia fresca o qualche bella fetta di melone.

B come bagaglio

Siete stati invitati da un amico che possiede una barca a vela, oppure, insieme ad un gruppo di amici o colleghi state progettaqndo una vacanza in barca. Dopo il primo magico momento in cui vi immaginate con i capelli al vento a veleggiare issati sulla prua della barca scatta il panico: cielo, cosa mi porto? Lo spazio a bordo non è mai tantissimo, dovete razionalizzare il vostro bagaglio,sicuramente costumi da bagno, teli e accappatoi in microfibra, si asciugano prima, biancheria di cotone, preferite il cotone bianco agli altri colori. La sera potrebbe far freddo, quindi: pantaloni lunghi, un maglione in pile e una giacca per la pioggia. Ombrello? No, meglio di no, la tradizione dice che porta male... Crema solare ad alta protezione, anche se avete una pelle resistente, starete al sole tantissimo e, in alto mare, il sole picchia. Scarpe, rigorosamente da barca, da usare per stare sulla tuga, un paio di scarpe anche da tennis con le calze se sono previsti scali in porto la sera. Per contenere il bagaglio, una sacca morbida che potete poi piegare e stivare insieme ai vestiti nei gavoni che vi verranno assegnati. Un consiglio: lasciate il trolley a casa, fa tanto viaggio di lavoro e, una volta a bordo è difficilissimo da stivare. Una vacanza in barca deve essere un momento per staccare da tutto e diventare marinai veri. Buon divertimento!

C come carburante

Una gita in barca a vela mette sempre entusiasmo. Si preparano i costumi da bagno, la crema solare, indispensabile per non finire cotti come gamberi, le vettovaglie e le bevande. C'è chi si porta la canna da pesca convinto di tornare a casa con un buon pesce ma, anche se una barca a vela si muove generalmente con il vento, non dimenticate MAI che serve anche il carburante! Il motore serve in porto per l'entrata e l'uscita e soprattutto diventa fondamentale se, una volta usciti, il vento cessa e vi ritrovate in mezzo al mare. I velieri antichi restavano spesso mesi in balia delle onde in attesa che il vento facesse riprendere il percorso, Voi, è un consiglio, premunitevi facendo il pieno e portandovi, in caso di viaggi lunghi, una tanica di carburante di rispetto.

Salpare con una barca a vela: ovvero come lasciare l'ormeggio in modo corretto

Analizziamo prioritariamente cosa si dovrebbe fare per lasciare l'ormeggio e per tornarvi in tutta tranquillità, riferendoci ad un'imbarcazione a vela. Per prima cosa bisogna conoscere l'effetto evolutivo dell'elica, ovvero la tendenza a spostarsi lateralmente della poppa quando si avvia la marcia avanti o indietro. Naturalmente se l'elica è destrorsa a marcia avanti (ovvero tendenza della poppa a spostarsi verso destra), l'effetto in retromarcia sarà opposto. Per seconda cosa si deve osservare la direzione di provenienza del vento rispetto alla posizione dell'ormeggio e la sua forza. La prua tenderà infatti ad abbattere sottovento quando libera e la velocità di abbattimento sarà direttamente proporzionale alla forza del vento. Siamo al momento della partenza. Un membro dell'equipaggio va a prua, uno rimane a poppa e lo skipper coordina le operazioni stando al timone. Se a prua la barca è tenuta con un baffo, il prodiere deve mollare la cima secondaria mentre il poppiere molla la cima di poppa sottovento. A questo punto il prodiere toglie dalla galloccia la cima di prua principale (quella che viene su per prima quando si recupera la cimetta del corpo morto) e la tiene saldamente in mano, attendendo l'ordine dello skipper. Il poppiere toglie dalla galloccia la cima di poppa sopravvento e, mentre lo skipper ingrana la marcia avanti, la molla e recupera (o lancia in banchina). Al procedere in avanti dell'imbarcazione il prodiere aiuta la manovra di uscita recuperando leggermente la cima del corpo morto. Lo skipper comanda di mollare la cima di prua ed il prodiere, a cosa fatta, risponde: “libero!”. Ora la barca è nelle mani dello skipper, che procederà adagio in avanti fino a quando la poppa non sarà completamente libera. In questa fase dovrà tener conto dell'effetto evolutivo dell'elica e della provenienza e forza del vento, per poi virare verso l'uscita dal porto. Ricordare sempre che la velocità massima consentita all'interno dei porti è di 3 kn.

Rientrare in porto: consigli per ormeggiare un'imbarcazione a vela

Durante il tragitto tra l'ingresso del porto e la banchina di ormeggio si sitemano i parabordi ed il prodiere ed il poppiere prendono posizione. Il prodiere sarà per il momento a poppa, armato di mezzo marinaio. Giunti in prossimità della banchina lo skipper inizia la manovra di ingresso a marcia indietro. In questa fase deve tener conto dell'abbrivio della barca, dell'effetto evolutivo dell'elica e della provenienza e forza del vento. Quando la poppa inizia a scorrere tra le imbarcazioni vicine, i membri dell'equipaggio non impegnati nella manovra di ormeggio aiutano a controllare che la barca si mantenga alla giusta distanza da queste. A circa 1,5 metri dalla banchina lo skipper ferma la barca mentre il prodiere, con il mezzo marinaio, prende la cimetta del corpo morto e la porta rapidemente a prua per il recupero del baffo. Nel contempo il poppiere recupera la cima sopravvento e provvede a fissarla alla galloccia. Lo skipper coordina le operazioni aiutandosi con piccoli colpetti di motore, avanti e/o indietro, secondo l'occorrenza. Fissato il baffo e la cima di poppa sopravvento si prende la cima di poppa sottovento e si fissa alla relativa galloccia. Non rimane che affinare la tensione delle cime, ottimizzare la distanza della poppa dalla banchina e l'ormeggio è fatto. Ricordare che in presenza di vento sostenuto è determinante la velocità del prodiere nel recuperare e fissare la cima di prua .... a meno che non si abbia l'elica di prua o si sia ben bloccati tra le imbarcazioni vicine.





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